PERDERE IL PROPRIO POSTO NEL SISTEMA FAMIGLIARE – GENITORI E FIGLI
Ho un posto diverso a seconda della relazione (per es da madre sono un gradino sopra ai miei figli, come figlia sono un gradino sotto ai miei genitori, sono sullo stello livello nella relazione di coppia o con un collega e così via..) non rispettarlo mi pone facilmente in contatto con l’infelicità, con un malessere profondo.
Un esempio molto frequente è quando non ci permettiamo di riconoscerci il nostro diritto al posto di figlio o figlia nei confronti dei nostri genitori e anzi, quasi siamo orgogliosi di prendere il posto sopra di loro (in realtà siamo presuntuosi).
Ci sono tanti modi per “essere al disopra” dei nostri genitori, per esempio:
faccio da madre a mia madre. Può succedere quando mia madre è depressa, malata, fragile o per tanti altri motivi e allora sentiamo di doverci prendere cura di lei, accudirla proprio come un genitore. Prendiamo sulle nostre spalle la sua situazione, a volte il suo destino, le sue scelte smettendo di stare al centro della nostra vita e di stare al nostro posto.
Il fatto di mettere al centro il proprio genitore o un’altra persona può essere visto come altruismo ma se usiamo uno sguardo più attento, più profondo ci rendiamo conto che fare da genitori a un genitore è un atto di arroganza. E’ come se dicessimo “io so cosa è bene per te”, “io sono meglio equipaggiato di te per gestire la tua vita” e questo è un autentico disastro per tutti perché in realtà, anche il proprio genitore in profondità, non beneficia affatto di queste inversioni di posto, anzi è senza forza, senza solidità, senza dignità.
Non riconoscendo il ruolo di genitore, non riconoscendogli la sua piena responsabilità della vita, gli togliamo forza.
Un’altra modalità per stare al disopra dei nostri genitori è quella per cui, nel nostro movimento interiore diciamo “ io non ho bisogno di te, io ce la faccio da solo”. Se è un movimento autentico, di indipendenza, di libertà sviluppata nell’età adulta, dopo aver preso dai genitori è molto costruttivo, ma se invece nasconde un movimento interrotto, allora lì sotto si nasconde probabilmente un conflitto, un rifiuto e allora è un pasticcio.
Un’ulteriore modalità di stare al disopra dei genitori è “essere dei bravi bambini”, “non disturbare”, “essere perfetti”. Ci adultizziamo per non creare problemi, magari sentiamo nel nostro profondo che non siamo stati desiderati e quindi cerchiamo di renderci indipendenti, invisibili e in fondo, cerchiamo disperatamente il diritto alla vita e in queste dinamiche siamo in piena “cieca lealtà” vivendo incosapevolmente la vita di qualcun altro, di fare un copia incolla.
Un’altra modalità molto frequente è la recriminazione e il rimprovero. “Non mi avete amato abbastanza, non mi avete amato nel giusto modo”, “mi avete amato meno di mio fratello”.
Dare le pagelle ai propri genitori non è una buona idea; spesso anche dare una definizione al proprio genitore è mettersi al di sopra. “mio padre è freddo, non è capace”, “mia madre è debole, non ha forza di volontà..” e così via. Tutti i commenti sulle loro scelte “mio padre/mia madre avrebbero dovuto/non avrebbero dovuto…” come se noi sapessimo cosa è o cos’era la cosa migliore per loro. E’ un disastro anche quando mettiamo tutti 10 e lode ai nostri genitori. E’ che dobbiamo proprio smettere di guardare dall’alto verso il basso perché dire o anche solo pensare che quello che hanno o non hanno fatto è sbagliato potrebbe implicare che io passerò la vita a dimostrarti che ho ragione io e tu hai sbagliato, ma la vita non farà altro che risuonare con quello che io credo sia un errore mettendomi nella stessa identica posizione (ciò che rifiuti diventa il tuo destino).
Ma andiamo avanti, un altro modo per mettersi al disopra è dirsi “darò ai miei figli ciò che non è stato dato a me”. Inizia a prendere ciò che è stato dato a te e prova a dare ai tuoi figli qualcosa che non sia in opposizione con ciò che è stato dato a te altrimenti, l’unico risultato che si otterrà sono figli inconsapevolmente legati ai nonni, che saranno in lealtà proprio con i tuoi genitori perché il sistema non ammette esclusioni.